12/06/2025 , Pubblicato da Martin

Società

Sbagliare per crescere

Il nostro approccio all’apprendimento

Alla NOKI BASKETBALL ACADEMY l’errore non è una colpa, è una tappa necessaria

In un mondo che spesso misura il valore solo in base al risultato, insegnare ai bambini e ai ragazzi che sbagliare è parte fondamentale del processo di apprendimento è un atto rivoluzionario. Alla NOKI BASKETBALL ACADEMY, abbiamo fatto di questa idea un pilastro del nostro metodo educativo.

Per noi, ogni errore è un'opportunità. Un momento prezioso in cui il bambino si mette alla prova, esplora, impara. Non c'è crescita senza tentativo, e non c'è tentativo autentico senza la possibilità di sbagliare.

Un ambiente dove si può provare, sbagliare, riprovare

Il nostro compito, come istruttori ed educatori, è creare un ambiente sicuro e stimolante, dove ogni atleta, dal minibasket alle giovanili, si senta libero di esprimersi. Nella nostra palestra, il bambino non ha paura di sbagliare un passaggio, il ragazzo non viene rimproverato per un tiro sbagliato. Al contrario, viene incoraggiato a riprovare, a trovare soluzioni, a ragionare con la propria testa.

Perché solo quando ci si sente accolti e sostenuti, si è disposti a rischiare. E il coraggio di rischiare è il primo passo per imparare davvero.

Allenare la mente oltre che il corpo

Saper gestire l’errore è una competenza fondamentale, dentro e fuori dal campo. Alla NOKI non ci interessa formare solo buoni giocatori: vogliamo crescere persone autonome, consapevoli, capaci di affrontare le difficoltà senza scoraggiarsi.

Durante gli allenamenti, adottiamo strategie che aiutano i ragazzi a leggere l’errore, non come un fallimento, ma come un’informazione utile. Non chiediamo “perché hai sbagliato?”, ma “cosa possiamo provare di diverso?”. Questo approccio favorisce il pensiero critico, l’autoregolazione e soprattutto la fiducia in sé stessi.

L’errore in partita: parte del gioco

Anche in gara, dove le emozioni sono più forti, il nostro stile rimane coerente. I nostri istruttori non giudicano sulla base del risultato, ma sul comportamento, sull’impegno, sull’evoluzione del ragazzo rispetto al suo percorso personale. Se un atleta prova un gesto tecnico nuovo, anche se non perfetto, viene valorizzato il coraggio di averci provato.

Questo modo di intendere la competizione aiuta a ridurre l’ansia da prestazione e a coltivare una mentalità orientata al miglioramento continuo, piuttosto che al confronto sterile con gli altri.

Un messaggio anche per le famiglie

Ai genitori chiediamo di condividere questo approccio. Di sostenere i propri figli non per il punteggio finale, ma per l’impegno dimostrato. Di non cercare la perfezione, ma la crescita. Di capire che, per imparare a camminare da soli, i bambini devono cadere più di una volta.

Alla NOKI, ogni errore è un seme. Sta a noi coltivarlo con fiducia, pazienza e visione.

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